
Come funziona l’esame teorico della patente nautica: carteggio, quiz e punteggi
Se stai per affrontare l’esame della patente nautica, probabilmente ti stai chiedendo come funzioni davvero la parte teorica. Carteggio, quiz, punteggi minimi da raggiungere: sembra tutto complicato ma con le informazioni giuste diventa molto più semplice.
In questo articolo ti guiderò passo dopo passo alla scoperta di come si svolge l’esame teorico della patente nautica, quali sono le differenze tra patente entro 12 miglia e senza limiti e soprattutto come prepararti al meglio per superarlo senza stress.
Sei pronto a scoprire tutto quello che ti aspetta il giorno della prova? ⚓
Come si svolge l’esame teorico della patente nautica
Indice dei contenuti
1. Come si svolge l’esame teorico della patente nautica
2. La prova di carteggio: cos’è e come funziona
3. I quiz ministeriali: struttura e argomenti
4. Punteggi minimi e criteri di valutazione
5. Differenze tra esame entro 12 miglia e senza limiti
6. Come prepararsi al meglio per la prova teorica
7. Domande frequenti
8. Conclusioni
L’esame teorico per la patente nautica si svolge presso la Motorizzazione Civile o la Capitaneria di Porto, a seconda della tua zona di residenza e della tipologia di patente che richiedi.
È il momento in cui vengono verificate le conoscenze necessarie per navigare in sicurezza e nel rispetto delle normative.
La prova teorica si compone di due parti principali:
- un quiz ministeriale a risposta multipla, con domande su regolamenti, segnali, sicurezza, motori e navigazione in mare;
- una prova di carteggio (solo per la patente senza limiti), che serve a dimostrare la capacità di leggere e utilizzare le carte nautiche per tracciare rotte, calcolare coordinate e valutare distanze.
Il candidato deve presentarsi il giorno dell'esame con un documento d’identità valido e la ricevuta di iscrizione, oltre agli strumenti richiesti per la parte di carteggio (squadrette, compasso, matite, gomma) se iscritto alla patente nautica oltre 12 miglia.
La durata della prova varia a seconda della commissione ma in media il tempo concesso per completare i quiz è di circa 30–40 minuti.
L’esame teorico, benché sottovalutato, si rivela essere quindi il vero “scoglio” per molti studenti, perché richiede concentrazione e metodo di studio: saper memorizzare i quiz e applicare le tecniche di carteggio è fondamentale per superarlo al primo tentativo.
La prova di carteggio: cos’è e come funziona
La prova di carteggio è una delle parti più temute dell’esame per la patente nautica senza limiti, perché richiede precisione, attenzione ai dettagli e dimestichezza con strumenti che molti studenti non hanno mai usato prima.
Il carteggio serve a dimostrare la tua capacità di navigare in mare aperto senza punti di riferimento visibili, utilizzando le carte nautiche e i calcoli di navigazione per determinare rotta, posizione e tempi di percorrenza.
Per affrontare la prova ti serviranno:
- Carta nautica ufficiale (spesso la 5/D o equivalente, fornita in sede d’esame),
- Squadrette nautiche, per tracciare rotte e angoli,
- Compasso a punte secche, per misurare distanze in miglia marine,
- Matita e gomma, per segnare e correggere i calcoli.
Gli esercizi di carteggio cambiano leggermente a seconda della commissione ma ci sono alcuni classici che ricorrono quasi sempre. Ecco i più frequenti, spiegati nel dettaglio:
Determinare una rotta vera (Rv)
Ti viene indicato un punto di partenza (ad esempio un porto) e un punto di arrivo (una boa o un faro sulla carta).
Devi tracciare la linea tra i due e ricavare la rotta vera in gradi, misurandola con le squadrette. Questo serve a stabilire l’orientamento corretto dell’imbarcazione rispetto al nord geografico.
Calcolare la rotta corretta (R) o rotta bussola (Rb)
Partendo dalla rotta vera, devi applicare le correzioni dovute alla declinazione magnetica (differenza tra nord geografico e nord magnetico) e alla deviazione della bussola (errori propri dello strumento).
Questo passaggio è fondamentale, perché in mare aperto il timone si governa seguendo la bussola, non la carta.
Individuare il punto nave
Ti viene richiesto di determinare la posizione raggiunta dopo aver percorso una certa rotta a una velocità costante per un certo tempo. Per esempio: “partendo da questo punto, navighi per 20 minuti a 6 nodi con rotta 120°”. Con compasso e squadrette calcoli la distanza percorsa (velocità x tempo = miglia) e la riporti sulla carta lungo la rotta, ottenendo così il nuovo punto nave.
Calcolare velocità o tempo di percorrenza
Qui il problema è invertito: ti vengono dati due punti sulla carta e la distanza tra di loro. Se conosci la velocità, devi calcolare il tempo necessario (tempo = distanza ÷ velocità).
Viceversa, se conosci tempo e distanza, devi ricavare la velocità.
Questo esercizio serve a collegare direttamente la pianificazione con la navigazione reale.
Stimare la deriva e la corrente
È l’esercizio più complesso: simula l’effetto del vento o delle correnti che spingono la barca fuori rotta.
Ti viene data una rotta da seguire ma con la presenza di corrente che sposta l’imbarcazione lateralmente.
Devi quindi calcolare una rotta corretta (chiamata rotta vera corretta, RvC) che tenga conto di questo spostamento, così da arrivare comunque al punto stabilito.
Questi esercizi non servono a “mettere in difficoltà” l’allievo ma a verificare che sappia pianificare una navigazione reale. Con un po’ di pratica diventano quasi automatici: molti candidati, dopo le prime simulazioni, scoprono che il carteggio è più logico che difficile.
Il tempo a disposizione per la prova di carteggio è in genere 45 - 60 minuti.
È considerata superata se il candidato dimostra di aver compreso correttamente i passaggi logici e di sapere eseguire correttamente i calcoli richiesti.
Non è sempre strettamente necessaria la precisione assoluta al decido di grado o minuto: l'importante è mostrare padronanza degli strumenti e metodo.
Non devi considerare il carteggio come un ostacolo insormontabile: con la giusta pratica e simulazioni puoi arrivare preparato e affrontarlo con sicurezza, trasformando quello che sembra un incubo in un esercizio quasi “meccanico”.

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I quiz ministeriali della patente nautica: struttura e argomenti
Accanto al carteggio (per chi sostiene la patente nautica senza limiti), la parte più importante dell’esame teorico è rappresentata dai quiz ministeriali.
Si tratta di domande a risposta multipla elaborate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, uguali in tutta Italia e aggiornate periodicamente.
Per la patente nautica entro 12 miglia, i quiz vertono su un numero inferiore di argomenti rispetto alla senza limiti e la durata complessiva della prova è di circa 30–40 minuti.
Per la patente nautica senza limiti, oltre agli stessi argomenti della 12 miglia, ci sono domande aggiuntive legate alla navigazione in alto mare, alle carte nautiche e al carteggio.
Le domande dei quiz ministeriali coprono tutte le nozioni necessarie per garantire la sicurezza in mare e la conoscenza delle normative. Tra i temi più frequenti troviamo:
- Normativa della navigazione: regole di precedenza, responsabilità del comandante, documenti obbligatori a bordo.
- Sicurezza e dotazioni: giubbotti di salvataggio, zattera di salvataggio, razzi, estintori e sistemi di emergenza.
- Segnalamenti marittimi: boe, fanali, segnali luminosi e acustici.
- Motori e apparati di bordo: principi di funzionamento, manutenzione di base, carburanti.
- Navigazione e meteorologia: uso della bussola, lettura di carte semplificate, effetti del vento e interpretazione dei bollettini meteo.
- Primo soccorso: norme fondamentali di pronto intervento in mare.
I quiz della patente nautica sono svolti su supporto cartaceo o informatico, a seconda della sede, e vengono corretti immediatamente dalla commissione.
L’esito è di solito comunicato entro la fine della sessione d’esame.
Anche se possono sembrare nozionistici, i quiz nautici non vanno sottovalutati: richiedono metodo nello studio e allenamento costante, perché le domande sono molte e alcune formulate in modo insidioso.

Punteggi minimi e criteri di valutazione
Superare l’esame teorico della patente nautica non significa rispondere a tutte le domande in modo perfetto ma raggiungere i punteggi minimi stabiliti dal Ministero.
La prova teorica prevede in genere 20-25 domande per la patente nautica entro le 12 miglia e 30-40 domanda per la patente nautica senza limiti.
In entrambi i casi la soglia di superamento è l’80% delle risposte corrette.
Questo vuol dire che a seconda della sessione e del numero di domande stabilite puoi permetterti 3-4 errori per la sessione di quiz entro i 12 miglia e 5-6 per la prova teorica della patente nautica senza limiti.
Per chi sostiene la patente nautica senza limiti, la prova di carteggio viene valutata separatamente.
La commissione osserva soprattutto la correttezza del procedimento seguito: anche se sbagli di poco un calcolo, puoi superare l’esame se dimostri di aver applicato in modo coerente i passaggi logici e di saper usare gli strumenti nautici.
La commissione valuterà anche l’ordine e la chiarezza del lavoro svolto. Un elaborato leggibile e ordinato fa la differenza.
Solo una volta passato l’esame teorico si può accedere automaticamente a quello pratico.
Come prepararsi al meglio per la prova teorica
La parte teorica dell’esame di patente nautica spaventa molti candidati ma con il giusto metodo diventa molto più semplice da affrontare. La chiave è combinare lo studio dei manuali con esercitazioni pratiche costanti.
Ecco alcuni piccoli consigli efficaci:
- Studia un po’ ogni giorno: meglio sessioni brevi e costanti che lunghe maratone di studio.
- Fai tanti quiz ministeriali: allenati con le banche dati ufficiali, così ti abitui alla formulazione delle domande.
-Simula l’esame: riproduci le stesse condizioni di tempo e numero di domande, per abituarti alla pressione del test.
- Non trascurare il carteggio nautico: se punti alla patente senza limiti, esercitati più volte sugli stessi esercizi fino a renderli automatici.
- Usa schemi e flashcard: aiutano a fissare meglio normative, segnali e dotazioni di sicurezza.
Molti candidati si concentrano solo sulla prova pratica in mare, pensando che sia il vero ostacolo.
In realtà, la maggior parte delle bocciature avviene alla parte teorica della patente nautica.
Per questo è fondamentale non ridurre lo studio dei quiz a “memoria meccanica” ma puntare a capire davvero le regole della navigazione.
Domande frequenti sull’esame teorico della patente nautica
Quanto dura l’esame teorico della patente nautica?
La durata varia a seconda della sede d’esame, ma in media hai 30–40 minuti per completare i quiz e circa 45–60 minuti per la prova di carteggio (solo per la patente senza limiti).
Quanti errori sono ammessi nei quiz?
Per la patente entro 12 miglia puoi fare al massimo 3–4 errori su 20–25 domande. Per la patente senza limiti il margine sale a circa 5–6 errori su 30–40 domande.
Cosa succede se non supero la parte teorica?
Se vieni bocciato alla teoria non puoi accedere alla prova pratica. In questo caso dovrai ripetere l’intero esame (teoria + pratica) in una sessione successiva.
Devo rifare entrambi i quiz se sbaglio solo il carteggio?
Sì. La prova teorica è considerata un blocco unico: se non superi il carteggio, l’esame è da ripetere interamente, inclusi i quiz ministeriali.
È più difficile la teoria o la pratica?
Molti candidati pensano che la pratica sia la parte più dura ma la realtà è che la maggior parte delle bocciature avviene alla teoria. Quiz e carteggio richiedono metodo di studio e tanta esercitazione
Conclusioni
L’esame teorico della patente nautica è il vero banco di prova per chi vuole ottenere l’abilitazione. Quiz ministeriali, carteggio e punteggi minimi possono sembrare ostacoli difficili ma con il giusto metodo diventano sfide superabili.
Il segreto è arrivare preparati: non basta affidarsi al caso o a qualche esercitazione sporadica, serve uno studio costante e guidato.
Ricorda che la maggior parte dei candidati sottovaluta la parte teorica e scopre solo all’esame che è lì che si gioca tutto.